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17 Novembre 2011
UNGULATI: PALAZZO DUCALE “OCCUPATO” DAGLI AGRICOLTORI, DAL CANDIA ALLA LUNIGIANA

Gli agricoltori “occupano” Palazzo Ducale per difendere il diritto a “fare impresa”. Convocata la seduta straordinaria del consiglio provinciale degli agricoltori che si terrà, in via del tutto eccezionale, venerdì 18 novembre (alle ore 17) nell’ufficio presidenza della Provincia di Massa Carrara. Al consiglio provinciale sono stati invitati a partecipare il Presidente della Provincia, Osvaldo Angeli, l’Assessore all’Agricoltura, Domenico Ceccotti e il Presidente della Commissione Agricoltura della Regione Toscana, Loris Rossetti.
Sul tavolo l’insostenibile fenomeno dell’sovraffollamento degli ungulati, cinghiali nel particolare caso apuo-lunigianese (150 mila in Toscana) ma anche piccioni e storni più volte segnalati anche sulla costa, che si sono progressivamente moltiplicati impadronendosi delle campagne e dei boschi tanto da rendere impossibile l’attività agricola e forestale. La dove la presenza degli ungulati risulta essere fuori controllo, le imprese agricole sono state costrette, tal volta, addirittura ad abbandonare la coltivazione dei terreni con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista della manutenzione del territorio e del paesaggio. I casi, in Lunigiana e sempre più frequentemente nelle zone collinari (vedi il Candia) e montane (vedi Antona), insieme all’esasperazione più volte finita sulle pagine dei giornali, si sono sprecati in questi anni. Sul tavolo, insieme alla rabbia e alla frustrazione di decine di imprenditori, anche il documento rivendicativo con cui la principale organizzazione agricola chiederà “misure ed interventi urgenti” a partire proprio dal Piano Regionale Agricolo Forestale – Gestione Faunistico Venatoria in discussione, entro la fine dell’anno, in Regione Toscana. “Il fenomeno degli ungulati ha assunto una dimensione non più sostenibile dal territorio – ripete un motivetto già più volte espresso Vincenzo Tongiani, Presidente Provinciale Coldiretti – e non riguarda solo e più soltanto il mondo agricolo, ma tutta la comunità”.
Non è infatti solo una questione di ortaggi, cereali, frutteti, oliveti e produzioni agricole che costituiscono la principale alimentazione degli ungulati e che puntualmente vengono annientati vanificando investimenti, lavoro e sacrifici. Cinghiali, caprioli, mufloni e cervi – le altre specie imputate - sono una minaccia per la sicurezza stradale - quante volte li abbiamo visti attraversare strade con grandi afflussi e provocare incidenti - sociale e sanitaria. Scavano, distruggono e contribuiscono all’instabilità dei terreni contribuendo a smottamenti e frane e minacciando involontariamente un già fragile equilibrio idrogeologico.
Scaturisce da tutta questa serie di considerazioni, unite all’esasperazione degli agricoltori, l’azione di Coldiretti intenzionata a riportare il tema “ungulati” al centro del dibattito. Un’azione coordinata a livello regionale: tra giovedì e venerdì saranno convocati tutti i consigli provinciali in seduta straordinaria. Secondo Coldiretti le azioni intraprese fino ad oggi non sono state sufficienti per evitare danni alle produzioni e per difendere la comunità dalla minaccia dei cinghiali non sono state sufficienti: “Siamo di fronte ad un’emergenza non è più sostenibile, ne tanto meno rimandabile. Questo crediamo sia ormai un dato di fatto evidente. Coldiretti è pronta – conclude Tongiani – ad intraprendere qualsiasi azione necessaria in difesa del diritto a fare impresa.

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