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20 Giugno 2015
SCUOLA: ISTITUTO AGRARIO RISCHIA CHIUSURA QUANDO IN TUTTA TOSCANA E’ BOOM, SENZA SCUOLA NESSUN FUTURO PER AGRICOLTURA

Edifici inadeguati e pochi iscritti: l’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura e l’Ambiente di Soliera rischia la chiusura quando nel resto della Toscana (e d’Italia) le domande di iscrizioni agli istituti agrari sono in fortissimo aumento. Lo fa notare Coldiretti Massa Carrara preoccupata per il futuro dello storico istituto che oggi è stato spostato, a causa dell’inagibilità dell’x intendenza della Guardia di Finanza a Soliera dopo il sistema del 2011, al Convitto. A livello regionale – fa notare Coldiretti - nell’anno scolastico 2013/2014 si sono iscritti al primo anno degli istituti tecnici agrari della scuola secondaria di secondo grado 819 giovani (il 6,3%), 217 quelli che invece hanno optato per il professionale. Complessivamente i giovani toscani che frequentano gli istituti agrari, tra il primo ed il quinto anno, sono 3.857 (fonte Miur Toscana): 3.017 al tecnico (5,7%) e 840 al professionale (2,5%). Per Coldiretti senza “scuola” non c’è nemmeno futuro per l’agricoltura poiché il percorso scolastico rappresenta, sempre di più oggi, la base su cui costruire i futuri imprenditori e lavoratori agricoli. Lo ha rilevato anche il recente studio dell’Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio che aveva denunciato la mancanza di un legame profondo tra scuola e lavoro tra i punti di fragilità che bloccano il ricambio generazionale: “In tutta la Toscana – spiega Coldiretti – gli iscritti agli istituti agrari sono in forte aumento, in Lunigiana si rischia addirittura la chiusura. Il nostro territorio non deve permettere la chiusura dell’istituto, deve invece investire su un percorso di formazione che può assicurare occupazione e opportunità di business sostenibile che saranno sempre più strategici nel futuro”. La chiusura dell’Istituto significherebbe dare un brutto segnale ai tanti giovani che oggi vogliono investire in agricoltura, alcuni dei quali provengono proprio dalla scuola: “grazie al Piano di Sviluppo Rurale – fa sapere Coldiretti – moltissimi giovani, in queste settimane, hanno manifestato interesse e progetti per aprire aziende o subentrare a quella dei propri parenti e genitori. Alcuni di loro hanno studiato all’istituto agrario che è stato indispensabile per guidarli verso la loro scelta: siamo pronti a condividere il percorso che i sindaci della Lunigiana, in particolare di Fivizzano e Pontremoli, intendo prendere per scongiurare la chiusura dell’Istituto e a sostenere le iniziative necessarie per il mantenimento della sede in Lunigiana. E’ lì che si trova il cuore della nostra agricoltura”.

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