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1 Novembre 2010
MALTEMPO: FRANE, ESPLOSA RETE IDRICA IN NOME DEL DIO CEMENTO

“E’ esplosa la rete idrogeologica. E’ da mesi, anni nel caso della zona di costa, che lo diciamo. Il Dio cemento è più importante. Prima di costruire ancora dovrebbero mettere in sicurezza il territorio. Questa è la verità”. E’ un affondo, l’ennesimo, pesante quello della Coldiretti Provinciale che dopo le tragedie consumate nel Candia e a Lavacchio con tre morti, sfoga tutta la sua amarezza per una situazione annunciata. “C’era un problema a monte, e c’è un problema sulla costa. E’ inevitabile: se si continua a costruire senza criterio e si abbandona il territorio questi sono i risultati. Il nostro territorio – spiega Vincenzo Tongiani, Presidente Provinciale Coldiretti - è una zona rossa a tutta gli effetti”.
C’è tanta amarezza e dolore dopo la morte dei tre concittadini ma anche tanta preoccupazione per le fragilità del territorio che “sta dando segnali di cedimento evidenti. Sono stati dati permessi per costruire anche dove era evidente che non sarebbe stato opportuno. C’è stata, e c’è tutt’oggi, una cattiva gestione del territorio e delle sue criticità. Un totale disinteresse in nome del Dio cemento”. Coldiretti punta il dito “sui tappi” creati dal cemento. “L’acqua non defluisce più; non trova sbocchi per arrivare al mare, e così si trascina dietro tutto quello che ha davanti, e nel caso della zona di costa, esonda dai canali e dai fossi allagando tutto quello che ha vicino. La nostra organizzazione, i vertici provinciali, esprimo cordoglio per le vittime di questa nuova tragedia”.
Intanto continua l’emergenza anche nell’area di costa dove i canali sono esondati, e l’acqua, dopo i campi, ha conquistato anche le case. Decine di case e scantinati con intere famiglie costrette alla veglia per difendere cucine e camere da letto. 50 centimetri d’acqua all’agriturismo “Il Foscalino”, ormai diventato sfortunata icona di quanto sta accadendo nella zona di Marina di Massa. Il titolare Ilio Dalle Mura da due giorni non va a letto. Persa del tutto la produzione di stelle di Natale dell’azienda agricola Attolini, in Via Arezzo. “I danni e i disagi – conclude Coldiretti – sono molto più diffusi di quanto si pensi. Situazioni di emergenza straordinarie sono possibili, quando scongiurabili, ma questa crisi era nell’aria. Non da ieri, ma da mesi”.

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