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3 Novembre 2010
MALTEMPO: COLDIRETTI OTTIENE IL TAVOLO TECNICO DOPO L’INCONTRO CON IL PREFETTO

Coldiretti ottiene il tavolo tecnico per far fronte all’emergenza idrogeologica. A convocarlo il Prefetto di Massa, Giuseppe Merendino che ha ricevuto mercoledì mattina in Prefettura la delegazione dell’organizzazione agricola guidata dal Presidente Provinciale, Vincenzo Tongiani dal Direttore, Francesco Ciarrocchi, e dal Direttore del Patronato Epaca, Emanuele Bertocchi che per protestate contro l’immobilità delle istituzioni in questi anni – le prime segnalazioni di emergenza sia in collina che nella zona di costa da parte di Coldiretti già nel dicembre 2008 – hanno calzato stivali di gomma. Ad accompagnar la delegazione anche l’assessore provinciale all’agricoltura, Domenico Ceccotti che ha seguito da vicino le sorti del settore assicurando il suo sostegno nel far fronte all’emergenza.
Circa 200, testimonianza del disagio di un migliaio di cittadini della zona di costa, le firme raccolte dall’organizzazione
che ha più volte minacciato di agire con un’azione legale collettiva (class action). “Siamo abituati a mettere le mani nella terra e gli stivali nel fango – ha esordito Vincenzo Tongiani, Presidente Provinciale Coldiretti – Signor Prefetto queste sono le firme di 200 famiglie. A lei chiediamo l’istituzione di un tavolo tecnico permanente che gestisca l’emergenza o saremo costretti, per far rispettare la legalità, a passare alle vie legali. Il suo è un ruolo strategico”.
Coldiretti ha portato all’attenzione del rappresentate del Governo “la disperazione di intere famiglie, il terrore di vivere in case a rischio frana, e il disastro che l’agricoltura ha subito. Esiste da diversi anni un problema strutturale che non può essere gestito con un’azione ordinaria. Vogliamo il rispetto della legalità da parte degli enti che non hanno vigilato sulla cementificazione selvaggia. Ci sono situazioni dove è stato modificato lo stato dei luoghi; terreni che confinano con canali recintati. E le delibere, come nel caso di Riva dei Ronchi, non sono state rispettate. Abbiamo bisogno di un authority forte che sia capace di buttare giù i recinti e di intervenire al di sopra delle parti”.
Dito puntato anche sulla frammentazione delle responsabilità. “Non riusciamo a capire di chi siano – ha spiegato Francesco Ciarrocchi, Direttore Provinciale Coldiretti – c’è paura di associare le competenze alle colpe. C’è un’immobilità totale: in questo disastro ciascuno ha fatto la sua parte”.
L’organizzazione ha di nuovo chiesto che siano le aziende agricole a procedere alla manutenzione dei fossi e dei canali: “L’ente pubblico non ce la fa, da solo, a gestire il territorio – ha spiegato Ciarrocchi – e chi meglio delle aziende che vivono il territorio lo conosce. Le aziende agricole possono svolgere un ruolo fondamentale nella tutela e nella difesa del suolo e della rete idrogeologica. Ma anche questa richiesta, più volte avanzata, è rimasta solo sui giornali”. Per Coldiretti non è solo colpa degli enti. Anche dei cittadini: “Impediscono l’accesso ai mezzi per pulire i canali; questa è illegalità palese. Qualcuno deve fare rispettare le leggi”.
Della delegazione hanno fatto parte anche tre agricoltori della zona di costa che hanno subito, in questi tre anni, i maggiori danni: Ilio Dalle Mura dell’agriturismo “Il Foscalino”, Piero Attolini che ha perso 100 mila euro di valore di stelle di Natale e Emanuele Bertoneri, classe ’77, il più giovane delle delegazione. “Ho deciso di investire in agricoltura e ho preso dei terreni in affitto. Questo lo scorso anno, ma non ho mai raccolto un fagiolo. Le mie serre sono state allagate sei volte quest’anno, e sinceramente la passione con cui ho iniziato mi sta passando”. L’azienda di Bertoneri si trova in Via dei Loghi, versante viareggio di Viale della Repubblica. “Il problema è il canale delle Grondine – spiega – bastano poche ore di acqua normale per allagare le serre”.
Storie e firme che hanno trovato l’appoggio del Prefetto che si è reso disponibile, la prossima settimana, a convocare una conferenza dei servizi-tavolo tecnico con i sindaci e gli enti del territorio “che dovrà esaminare nei dettagli il problema ma anche abbia una struttura agile con obiettivi pragmatici – ha spiegato – Dobbiamo capire, con il supporto tecnico e pareri di esperti, quali sono le indicazioni, le prospettive e gli interventi da mettere in atto. Non è oggi il momento di individuare responsabilità e colpe, quelli sono compiti della magistratura”. Il Prefetto si è detto d’accordo sulla gestione “del territorio da parte delle aziende agricole”.

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