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10 Aprile 2024
IMPORTAZIONI: AGRICOLTORI ED ALLEVATORI APUANI AL BLOCCO DEL BRENNERO PER FERMARE I TIR DEL FALSO MADE IN TUSCANY

Gli agricoltori e allevatori apuani in prima linea al blocco per Brennero promosso da Coldiretti per smascherare il falso Made in Italy che ogni giorno entra nel nostro paese, difendere il reddito delle imprese agricole e lanciare la petizione di iniziativa popolare sulla trasparenza per estendere l’indicazione di origine in Europa a tutti i prodotti che finiscono sulle nostre tavole. “Devono essere i cittadini a scegliere cosa mangiare senza rischiare di essere ingannati. – spiega la presidente provinciale, Francesca Ferrari che ha guidato la delegazione - E’ da qui che rilanciamo la nostra battaglia sulla trasparenza dell'origine in etichetta che è un diritto dei cittadini europei. Chiediamo sia una priorità della nuova Commissione Ue e del nuovo Parlamento dopo le elezioni europee. Noi non abbiamo paura della trasparenza”.

Un centinaio gli agricoltori partiti dalla provincia di Massa Carrara che hanno partecipando all’ispezione di un centinaio di cisterne e tir in transito dal passo del Brennero. Al loro interno gli agricoltori hanno trovato fiumi di latte destinati a noti caseifici pronti per diventare yogurt tricolori, centinaia di cosce di maiale allevate in Germania a cui è sufficiente la salatura per poter fregiarsi del marchio Made in Italy o poter essere spacciate come “italiane” e nostrane, poi grano senza alcuna tracciabilità, 23mila chili di pere dal Belgio dirette a Taranto, cipolle dell’est Europa spedite a Parma, tulipani olandesi in viaggio per Verona, 21mila di chili di patate “nordiche” spedite a Crotone, prodotti da forno, carne di maiale e molto altro. Latticini, insaccati, olio, ortaggi, frutta, fiori la cui provenienza è dubbia che sono una piaga per le aziende agricole ed una minaccia per la salute dei cittadini sempre più disorientati. “Ci dicevano che al Brennero non avremmo trovato camion in ingresso che trasportavano prodotti agroalimentari come li avevamo trovati negli anni passati purtroppo i fatti hanno dimostrato esattamente il contrario. Troppi prodotti stranieri acquisiscono la cittadinanza italiana dopo aver attraversato i nostri confini. Questo non è più accettabile e vale per tutti i prodotti”.

Una iniziativa che da forza e continuità alla mobilitazione di Coldiretti che ha lanciato, proprio in occasione del blocco del Brennero, la proposta di legge europea di iniziativa popolare sulla trasparenza. L’obiettivo è raccogliere un milione di firme per dire basta ai cibi importati e camuffati come italiani e difendere la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori, estendendo l’obbligo dell’indicazione di origine in etichetta a tutti i prodotti alimentari in commercio nell’Ue. La campagna potrà essere sostenuta firmando in tutti i mercati contadini di Campagna Amica e negli uffici Coldiretti e sarà promossa anche sui social media con l’hashtag #nofakeinitaly. Una battaglia sostenuta da tanti cittadini: oltre otto su 10 (83%) chiedono lo stop alle importazioni di prodotti agroalimentari che non rispettano le stesse regole di quelli italiani in materia di sicurezza alimentare, ambientale e di tutela del lavoro secondo una indagine Coldiretti/Ixe’.

Sono molti ancora i prodotti anonimi che rappresentano circa un quinto della spesa degli italiani che includono alimenti simbolo a partire dal pane. Su pagnotte e panini non vige, infatti, l’obbligo di indicare l’origine del grano impiegato, come accade per la pasta. E lo stesso vale per tutti i derivati come biscotti, fette biscottate crackers e simili. Del tutto anonimi anche i legumi in scatola, magari venduti in confezione con colori o segni che richiamano l’italianità – rileva Coldiretti Massa Carrara – così come le confetture di frutta o di verdura trasformata, come marmellate e sottoli. Niente etichetta d’origine anche per ortaggi e frutta di IV Gamma e noci e pistacchi sgusciati, per i quali dovrebbe però aprirsi uno spiraglio dal prossimo anno, né per carne di coniglio e di cavallo. Restano inoltre completamente anonime le portate sui menu dei ristoranti. “La madre di tutte le battaglie a Bruxelles – rilancia la presidente Ferrari - è l'abolizione del concetto di ultima trasformazione sostanziale per gli alimenti, quello che tecnicamente si chiama codice doganale. Non è possibile che si spacci per italiano un cibo che non è stato coltivato o allevato in Italia, dalle cosce di prosciutto estero che dopo essere stati salati e stagionati vengono venduti per italiani a latte che diventa mozzarella italiana. È un furto d'identità che inganna i consumatori e toglie reddito agli agricoltori”.

Coldiretti Massa Carrara chiede anche lo stop all'importazione di cibo trattato con sostanze e metodi vietati in Europa, come il grano canadese fatto seccare in preraccolta col glifosato, affermando il rispetto del principio di reciprocità: gli obblighi che vengono imposti ai produttori italiani devono valere anche per chi vuole vendere nel mercato europeo.

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