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1 Marzo 2012
GIOVANI&IMPRESA: MEGLIO L’AGRICOLTURA CHE I TRIBUNALI, E’ LAUREATA IN GIURISPRUDENZA LA NUOVA DELEGATA DEI GIOVANI

Ha preferito la terra ai tribunali. Gli stivali al tailleur. L’agricoltura ad una carriera di avvocato. Oggi Giulia Lazzarotti, 27 tenerissimi anni, non ha rimpianti. E’ felice, sorride sempre. “La terra non è un ripiego, è un’opportunità. È una strada dimenticata che molti giovani non prendono in considerazione perché semplicemente ne ignorano le potenzialità. Io stessa quando ho intrapreso il percorso universitario non mi ero accorta della grande fortuna che avevo proprio sotto casa. Ho riflettuto a lungo prima di decidere di aprire un’azienda agricola, ma quella che allora mi sembrava una scelta radicale, adesso mi sembra la scelta più naturale del mondo…” e, in effetti, lo è. Ad una ragazza così cosa vuoi rispondere se non ammirarla. L’inchiostro sulla sua laurea che riporta il lusinghiero 110 e lode, è ancora fresco (si è laureata a dicembre con una tesi in Diritto Processuale Civile) insieme alla firma del Rettore dell’Università di Pisa che gli ha consegnato, dopo il 3+2, tre anni di corso e due di specializzazione, le chiavi di un futuro certamente complicato vista l’agguerrita concorrenza professionale, ma forse più prestigioso. Un mazzo di chiavi Giulia lo stringe tra le mani, ma è quello dell’azienda agricola “Il Carratore” in Via Sei Ponti, a Massa, polmone agricolo del capoluogo apuano dove produce frutta e ortaggi con il metodo biologico e sogna di aprire anche un agriturismo.  Una storia bellissima e coraggiosa quella di Giulia che è stata scelta, tra i tanti imprenditori under 30 apuani, per rappresentare l’agricoltura nei prossimi anni. E’ lei la nuova Delegata Provinciale di Giovani Impresa.
Ha preso il posto di un’altra straordinaria giovane donna: Francesca Ferrari, anche lei laureata e con la stessa voglia di costruirsi un percorso alternativo. Si è trasferita dal Nord in Lunigiana insieme al marito per coltivare i terreni dei suoi nonni. E’ arrivata anche una figlia. Oggi la sua azienda produce un eccellente olio. Due storie simili, molto simili, che non possono passare inosservate e che mettono in risalto la grande attenzione ed interesse da parte dei giovani nei confronti dell’agricoltura: “Sono decine i giovani – ammette Vincenzo Tongiani, Presidente Provinciale Coldiretti – che sono subentrati o che hanno costruito un’impresa agricola da zero decidendo così di vivere d’agricoltura. L’agricoltura non è una moda, è una risorsa che può garantire un futuro sereno a chi decide di intraprendere questa strada. Fortunatamente nella nostra provincia i giovani non mancano anche grazie ai premi di primo insediamento e al Pacchetto Giovani della Regione Toscana che sta facendo avvicinare molti giovani all’agricoltura”.
Sulla scelta di preferire l’agricoltura ai tribunali ammette: “Ho scoperto un mondo in fermento, vivace, moderno, pieno di progetti innovativi e di entusiasmo. In agricoltura, grazie anche alla multifunzionalità, i giovani hanno davvero spazio per esprimersi e dare libero sfogo alla vitalità che è loro connaturata. In un’azienda agricola si può davvero fare di tutto: oggi la legislazione consente all’agricoltore di integrare il proprio reddito con attività molto variegate, come le degustazioni di prodotti, l’agriasilo, l’ippoturismo, le fattorie didattiche…e chi più ne ha più ne metta!”. “Il Carratore” si trova in una zona bellissima, situata a pochi chilometri dal mare, che si è miracolosamente sottratta alla consistente espansione edilizia che il nostro territorio ha conosciuto: è un’ azienda piccola, ma grande nel contesto locale. L’azienda di Giulia ha permesso, infatti, di recuperare e rendere produttivi quasi due ettari fertilissimi di terra prima incolti. “Era un dispiacere vedere i terreni che appartengono alla mia famiglia da generazioni in stato di abbandono da decenni – racconta Giulia – e ho sentito il dovere morale di valorizzare una risorsa che sta diventando sempre più preziosa”.
E per sottolineare di aver ripreso una tradizione (la sua famiglia è citata nei libri di storia locale come una delle più grandi famiglie contadine della città di Massa), ha deciso di chiamare l’azienda con lo stesso nome con cui veniva chiamato il bisnonno. “Sono consapevole di aver fatto una scelta controcorrente e ne vado parecchio orgogliosa: voglio far rivivere questi terreni e valorizzarli e lo voglio fare nel migliore dei modi, con un'agricoltura rispettosa dell’ambiente e in grado di fornire prodotti genuini e forieri di salute”.
La maturità classica, gli esami e poi la Laurea non sono stati un incidente di percorso: “A chi mi chiede che ne è della mia laurea, rispondo scherzando, ma non è un’affermazione poi tanto lontana dal vero, che mi è utilissima per districarmi tra le difficoltà burocratiche che la gestione di un’azienda comporta”. Avrebbe potuto provare la carriera di avvocato e sicuramente avrebbe fatto un’altra vita, ma è felice così. Giulia ha saputo promuovere la sua azienda partecipando ai mercati dei produttori, compresi i frequentati mercati di Campagna Amica. Adesso svolge principalmente vendita diretta in azienda e ai Gruppi di Acquisto Solidale di Massa e Montignoso: “il bello del rapporto diretto con consumatori è che la sostanza prevale sulla forma: ho iniziato il percorso per ottenere la certificazione biologica dei prodotti, ma avendo costituito da poco l’azienda occorrerà del tempo perché io possa fregiarmi del marchio. Nonostante questo la fiducia è totale fin dall’inizio”.
L’agricoltura offre anche momenti di condivisione autentici che a volte sfuggono ai ritmi di vita moderni: “quando amici e clienti vengono a visitare l’azienda e passeggiamo tra i campi, succede qualcosa di magico e di spontaneo che non so spiegare: iniziano a parlare, a raccontarsi, toccando anche temi privati ed intimi. Credo sia la semplicità del momento a stimolare la voglia di parlare e di mostrarsi per quello che si è”.
Un contributo è arrivato anche dal premio insediamento del Piano di Sviluppo Rurale: “Ha fatto la differenza – ammette – mi ha dato una grande mano in termini economici” anche perché, senza un minimo di risorse, è molto più complicato costruire i sogni. Sono stata molto fortunata perché avevo già i terreni e con il finanziamento ho potuto dotarli di pozzo, impianto di irrigazione e comprare le attrezzature necessarie al lavoro”. L’agricoltura, e questa storia lo dimostra, è sempre più oggi una riposta alla crisi: “La generazione  a cui appartengono i miei genitori non vedeva nella terra una risorsa e l’ha abbandonata, ma oggi secondo me – conclude Giulia - l’agricoltura è una validissima risposta alla crisi economica che colpisce soprattutto le nuove generazioni, oltre che una scelta di tutela del territorio”.

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