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28 Maggio 2022
CINGHIALI: GLI AGRICOLTORI APUO-LUNIGIANESI AL BLITZ DI ROMA, USARE L’ESERCITO PER FERMARE INVASIONE

Se necessario impiegare l’esercito per fermare l’invasione dei cinghiali che distruggono raccolti e rappresentano una minaccia per la salute e la sicurezza dei cittadini con un incidente ogni 24 ore provocato dagli animali selvatici: ad invocare nuovamente un piano di abbattimenti straordinario per ridurre il numero della popolazione dei cinghiali presenti nelle campagna ed ormai anche nei centri abitati è stata Coldiretti Massa Carrara durante il blitz in piazza SS. Apostoli a Roma a cui ha partecipato una numerosa delegazione di imprese apuo-lunigianesi. A fianco degli agricoltori apuo-lunigianesi guidati dal Direttore provinciale, Francesco Cianciulli, c’era l’assessore alle politiche agricole del Comune di Massa, Giovanbattista Ronchieri che insieme a tanti sindaci ed assessori di tutta Italia si è schierato per una soluzione in tempi rapidi. “La battaglia nei confronti dell’emergenza ungulati va avanti da anni con quattro manifestazioni nazionali e tantissime a livello regionale e provinciale. La Toscana, grazie al nostro pressing e alla disponibilità della Regione Toscana, ha approvato una delibera che apporta importanti modifiche al Piano di Controllo della popolazione di cinghiale consentendo l’intervento diretto e immediato dei proprietari e conduttori dei fondi, ma solo se dotati di porto d'armi sotto il coordinamento della Polizia Provinciale ma è evidente non essere sufficiente per far fronte ad un numero in costante aumento. – spiega Francesca Ferrari, Presidente Coldiretti Massa Carrara – La presenza fuori controllo della fauna selvatica favorisce l’abbandono delle nostre campagne, crea danni incalcolabili alle produzioni e rappresenta un problema per sicurezza e la sanità. Chiediamo un piano di eradicazione serio. Usiamo l’esercito se necessario per riportare la situazione alla normalità e difendere le imprese agricole dalla calamità dei cinghiali e dei caprioli”.

In Piazza per la protesta, per dipingere in maniera chiara una situazione insostenibile, ci sono le sagome di un branco di cinghiali a grandezza naturale per dimostrare concretamente cosa significa trovarseli di fronte in strada, nei campi o davanti alla propria abitazione ed il salone dei prodotti tipici Made in Italy che rischiano di scomparire a causa della peste suina che colpisce i maiali ma non l’uomo. Tra le testimonianze portate in piazza quelle dell’azienda agricola La Rita che coltiva grani antichi per la produzione di testaroli lunigianesi costretta a recintare quasi 7 ettari di terreni agricoli. “Senza grani, e quindi senza farina, la nostra azienda non ha ragione di esistere. – spiega il giovane coltivatore, Sergio Pagani – Le nostre campagne perderanno la loro identità paesaggistica che tutto il mondo ci invidia se saremo costretti a recintare i terreni per difenderci dagli ungulati. Vogliamo risposte”. Alla fine della lunga mattinata è arrivata la prima risposta con l’impegno da parte del sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, che annunciato una ordinanza subito per l’abbattimento sul territorio nazionale e il prolungamento dell’attività venatoria per depopolare i cinghiali dai territori. “I ristori non solo la soluzione che gli agricoltori chiedono; – conclude la Ferrari -  la soluzione è il ripristino della normalità. Basta approcci ideologici”.

 

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