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8 Aprile 2010
AULLA: MISTERIOSI FURTI IN AZIENDE AGRICOLE, “MACELLATO” ALL’APERTO UN MANZO

Serie misteriosa di furti in alcune aziende agricole al confine tra il Comune di Albiano e Aulla la scorsa settimana. Spariti, nel cuore della notte, attrezzi e utensili da lavoro per un valore di alcune migliaia di euro. Cresce la preoccupazione tra gli agricoltori di Bosco, località che corre fianco a fianco al fiume Magra, tra la Liguria e la Toscana, alle prese, da settimane ormai, con strane sparizioni. A farne le spese anche un manzo rubato in un’azienda e “macellato” all’aria aperta poco distante da dove è stato “rapito”. Un fatto che ha impressionato, e non poco, gli abitanti di quella zona che ora chiedono più controlli. “C’è molta preoccupazione – spiega la Coldiretti Provinciale che ha raccolto le lamentele e i timori delle aziende agricole associate – i furti sono mirati e i ladri sfruttano l’oscurità per scavalcare i recinti e intrufolarsi nei capannoni dove sono custoditi gli attrezzi. Gli agricoltori ora hanno paura. Si sentono abbandonati”. Nei capannoni sono state rubate anche trivelle e motoseghe. “Al di là del valore degli attrezzi – spiega ancora l’organizzazione – sta nascendo, in quell’area, dove tra poco sarà inaugurato anche un Parco pubblico, un problema di sicurezza. Ci risulta, da quanto ci hanno riferito i nostri associati, che esiste anche una discarica abusiva poco distante. Questo è ancora più grave perché vicino ad un Parco una discarica non dovrebbe starci”. La principale organizzazione agricola della Provincia ribadisce la necessità di maggiore controllo sul territorio, in particolare, in quelle zone marginali a forte vocazione agricola. “Chi abita in territorio marginali e agricoli, come nel caso delle aziende di Bosco, hanno gli stessi diritti (e doveri) di chi abita nel centro cittadino. E’ la prima volta che si verificano fatti di questo genere in quelle zone, e questo sinceramente ci preoccupa e non poco perché stiamo parlando di un territorio dove operano diverse aziende agricole e abitano numerose famiglie. Chiediamo – conclude Coldiretti – un immediato intervento di sorveglianza da parte delle amministrazioni di competenza”.

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