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21 Ottobre 2026
OLIO: STAGIONE BRILLANTE IN TOSCANA, NON PER LA LUNIGIANA. LA COLPA E’ DI UN MOSCERINO

In tutta la Toscana gli olivicoltori sono indaffarati nella raccolta delle olive. E’ un’annata olearia in netta ripresa, una delle migliori degli ultimi dieci anni secondo un’analisi del Consorzio di Tutela dell’olio extravergine Toscano IGP che stima una crescita media del 40%. “Quest’anno ci sono tutti gli indizi per una stagione molto positiva sia dal punto di vista della quantità sia della qualità. – aveva spiegato il presidente del Consorzio Fabrizio Filippi negli scorsi giorni - Le olive sono sane e belle e le rese soddisfacenti, mediamente intorno al 12%. Le temperature secche di quest’estate alla fine si sono rivelate un vantaggio: hanno impedito la riproduzione della mosca olearia e i danni alle olive limitando allo stretto necessario gli interventi in campo”.

Un quadro molto diverso – purtroppo – da quello che stanno vivendo in queste settimane gli olivicoltori della Lunigiana. Per molti le reti per la raccolta sono rimaste in cantina. Da cinque anni, in una terra che da sempre è un polmone olivicolo importante per l’economia rurale della provincia di Massa Carrara (circa 800 ettari) caratterizzandone il paesaggio, la produzione è stata ridotta notevolmente così come il reddito delle imprese agricole. La colpa è da attribuire alla cecidomia, un moscerino che indebolisce le piante a tal punto da ridurre drasticamente la capacità produttiva, oltre che degli effetti dei cambiamenti climatici che hanno alzato notevolmente anzitempo le temperature, influenzando negativamente l’allegagione sulle piante. La cecidomia è un nemico conosciuto ma nei confronti del quale gli olivicoltori non sono riusciti ancora a prendere le misure. L’assenza di soluzioni efficaci e definitive è oggi la principale preoccupazione di Coldiretti Massa Carrara che, insieme al Servizio Fitosanitario Regionale, è impegnata nell’attività di monitoraggio che tramite bollettini settimanali fornisce informazioni su come intervenire per fronteggiare e sconfiggere questa fitopatia.

“Purtroppo al momento nonostante l’impegno e sforzi, si registrano solo risultati parziali sul territorio. I trattamenti fino a qui sperimentati non hanno permesso di debellare completamente la cecidomia in Lunigiana; è importante fermarla qui prima che raggiunga il resto della regione così come successo per la peste suina. – spiega la presidente provinciale di Coldiretti, Francesca Ferrari – La cecidomia sta mettendo in discussione l’atavica resilienza delle imprese olivicole della Lunigiana. Chiediamo alla Regione Toscana un progetto specifico di contrasto alla cecidomia e di fornire un aiuto economico per assistere le aziende nel mettere in atto tutte le forme di contrasto a fronte di una produzione olivicola fortemente compromessa; il rischio è l'abbandono delle olivete in Lunigiana e di conseguenza del territorio.”

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