“Il Forchettiere Awards” incorona la cucina rurale. È nelle campagne, tra borghi, paesini e luoghi spesso remoti, che si può trovare l’autentica cucina tradizionale: casalinga, fatta di ingredienti semplici e genuini, di storie, passione e familiarità. È il sapore della ribollita preparata dalla nonna, del sugo che richiama il pranzo domenicale, del lesso rifatto, della pasta tirata con il matterello, delle ricette “segrete” portate in tavola dai cuochi contadini: la vera sorpresa dell’edizione 2026 del premio assegnato dalla rivista enogastronomica, che ha eletto l’agriturismo “I Colli di Marliano”, sulle colline di Lastra a Signa (FI), migliore cucina agrituristica della regione.
Una vittoria arrivata all’ultima curva, al fotofinish, che ha permesso all’azienda agricola fiorentina guidata dalla giovane imprenditrice di prima generazione Silvia Giovannini, insieme alla mamma Antonella Maggi e Cristina Ottanelli, di conquistare la prima edizione del riconoscimento dedicato alla cucina agrituristica, promosso in collaborazione con Terranostra Campagna Amica.
Distanti una manciata di voti si sono classificati, nell’ordine, l’agriturismo simbolo del Candia Doc “Calevro” di Fabrizio Bondielli a Massa Carrara e “La Lodola” di Foiano della Chiana (AR), di Carlo Porcu.
Alle premiazioni, che si sono tenute al Teatro del Sale di Firenze, hanno preso parte, insieme ai tre finalisti, il presidente regionale di Terranostra, Marco Masala, e la segretaria dell’associazione, Lara Peverini. Per la prima volta dall’istituzione del premio, giunto alla sesta edizione, dodici agriturismi si sono sfidati a colpi di votazioni online in una categoria a loro interamente dedicata.
“Negli agriturismi della Toscana si mangia ciò che le nostre aziende coltivano, producono e trasformano, regalando agli ospiti un’esperienza che va oltre il semplice pasto o la degustazione. Con la legge regionale sulla somministrazione, che abbiamo fortemente sostenuto, le strutture che propongono ristorazione rurale sono obbligate a utilizzare materie prime e prodotti 100% toscani: un vincolo impegnativo, ma una garanzia di trasparenza e filiera corta che ci distingue – spiega Marco Masala, presidente di Terranostra Toscana –.
È questo il messaggio che vogliamo far emergere anche grazie alla nuova categoria del premio Il Forchettiere, che ringraziamo per averci accolto. Se la campagna toscana e le zone rurali sono così ricercate dai turisti di tutto il mondo, gran parte del merito è degli agriturismi, capaci di offrire, insieme ai piatti del ricettario di famiglia, un’accoglienza informale, diretta e genuina. Arrivano come ospiti, vanno via come amici.
Il cibo e la buona cucina sono la leva strategica del turismo moderno, ma per mantenere la nostra leadership dobbiamo preservarne l’autenticità. Il menu degli agriturismi toscani è lo specchio di questa filosofia e della più profonda identità contadina”.
Dal campo al piatto. I tre agriturismi premiati sono il simbolo di un movimento in costante crescita, che oggi conta oltre 2.000 strutture specializzate nella ristorazione rurale, 1 su 3 tra gli agriturismi autorizzati (poco meno di 6 mila), per un totale di circa 80.000 posti a sedere. E’ qui che passa quasi la metà della produzione IG della Toscana e biologica di cui gli agriturismi sono assoluti protagonisti. E’ in questo segmento dell’agricoltura che i giovani guardano con più intraprendenza. Un settore in continua evoluzione che ha saputo unire cibo, natura, multifunzionalità ed esperienzialità, anticipando le tendenze del turismo internazionale. Il premio “Il Forchettiere” ha contribuito, e continuerà a farlo nei prossimi mesi, ad accendere i riflettori sulle strutture candidate, sparse in tutta la regione.
La cucina racconta il territorio. E allora ecco alcune idee per scoprire la Toscana, le zone più interne, meno battute, nei prossimi mesi partendo dalle dodici mete della cucina rurale in gara quest’anno a “Il Forchettiere”: L’Antico Casale Tenuta L’Impostino di Civitella Paganico (GR), Il Cappellese di Rosignano Marittimo (LI), Il Ciliegio di Monteriggioni (SI), Fattoria Le Rocche di Capolona (AR), Fonte de’ Piani di Cantagallo (PO), Palazzo Vecchio di Borgo San Lorenzo (FI), Il Paradiso di Seravezza in Alta Versilia (LU), Podere Santa Rita di Casalguidi (PT), Le Valli di Casciana Terme (PI).




